Data di pubblicazione 9 aprile, 2015

SEO e SEM: gli utenti cambiano il modo di cercare su Google

I tempi cambiano e così le abitudini dei navigatori del web!

Se prendi visione dell’immagine allegata a questo articolo, quella che compara il “tracciamento dell’occhio” (eye tracking) su Google degli utenti tra il 2005 e il 2014, noterai come vi sia un evidente mutazione del comportamento degli internauti nel compiere ricerche sul web.

Innanzitutto, che cos’è l’eye tracking. Non è altro che una traduzione visiva delle aree “più calde” nella ricerca, cioè dove si soffermi più frequentemente l’occhio degli internauti mentre effettuano le ricerche.

Risulta evidente lo spostamento a sinistra nella pagina che mostra i risultati di ricerca e le cause sono più disparate.

Innanzitutto variazioni e migliorie dell’algoritmo di ricerca di Google in contemporanea con le modifiche della visualizzazione grafica che le pagine di Google hanno subito nel corso del tempo e che continuano a subire.

Sempre più spesso troviamo tra i principali risultati di ricerca, soprattutto nel caso in cui cercassimo prodotti o servizi localizzati, nella parte alta e in prima pagina, a sinistra, i risultati legati alle mappe di Google.

Se a questo si aggiunge che contenuti multimediali, su tutti le immagini ma anche i video, spesso e volentieri compaiono già nella scheda “Web” del motore di ricerca più famoso, senza doverli cercare nella parte a loro dedicata, si capisce come la presentazione dei risultati incida in maniera significativa sulla modalità di ricerca.

Ma non solo, anche sui tempi. Ormai le persone rimangono al massimo una decina di secondi su una pagina di Google e trovano quasi subito quello che cercano.

Questo perchè l’algoritmo si è affinato (penalizzando chi non ha un codice ad hoc o chi non si geolocalizza adeguatamente) ma anche perchè gli internauti sono diventati più esperti nel “leggere” la loro  ricerca.

Da ciò si evince che, per un esperto SEO, non basta più cercare di “mettere” il sito del cliente in prima pagina di Google (sempre più spesso contano le prime 3 pagine per ottenere un buon riscontro per il proprio sito web), ma è necessario valutare anche l’impatto visivo del prodotto da promuovere.

In altri termini bisogna cercare di essere più “visivi”, elaborare campagne visual.

Si consideri poi che la navigazione degli utenti avviene con un account di Google attivo, soprattutto se si considera che Chrome fa da padrone tra i browser, per cui i risultati della propria ricerca possono risultare altamente specifici sulla base del comportamento e delle azioni precedente degli utenti stessi.

Google ha memoria del tuo comportamento sul web, in questo senso. E te ne accorgi proprio per questo! E questo è un elemento da considerare per una campagna di posizionamento.

Come è da considerare che la parte destra della pagina, quella rivolta agli annunci pubblicitari, non viene pressocché considerata, tanto è vero che sempre più spesso gli annunci compaiono a sinistra in alto o in basso.

Ma allora cosa si deve fare? Nulla di più che raffinare la propria conoscenza SEO, cercare di allargare le campagne SEO, in base al contenuto che si vuole promuovere, a settori che fino ad ora non si era considerato, cercare di dare impatto per “farsi notare” maggiormente, perseguire un progetto virale… Per ora…

Posizionamento SEO

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