Data di pubblicazione 20 settembre, 2016

Il dominio .CLOUD: a chi serve?

Dominio .cloud: conviene registrarlo e perché?

Fin dalla nascita dei nomi a dominio è risultata più o meno chiara la destinazione dei suffissi e il loro scopo: i domini geografici (ad esempio .it) destinati a individuare nomi relativi ad aziende o privati in un determinato territorio, i domini .com, i più diffusi, legati ad uno scopo commerciale, i .net, che avrebbero dovuto essere legati, in qualche modo, alla rete.

Col tempo, anche per la riduzione del numero di scelte che si si sono potute fare, data la crescita del mercato e della concorrenza sui nomi che si possono scegliere per sè lo scopo originario di un determinato suffisso è venuto meno.

Così, ad esempio, un .it può avere scopo esclusivamente commerciale o un .com essere solamente divulgativo.

Oggi, con la nascita dei nuovi nomi, si è estesa la possibilità di scelta e, soprattutto, si è dato un ordine ben preciso alla destinazione dei nomi per i siti web: un sito .agency o un sito .surgery, ad esempio, indicano chiaramente il loro scopo e il legame che dovrebbe esserci con il contenuto dei siti stessi.

Diverso è il discorso del .cloud, almeno per i non addetti ai lavori.

Il concetto di cloud oggi è diventato, banalizzando un po’, “un qualcosa che posso mettere in rete per conservarlo o, al massimo per condividerlo, o per lavorarci direttamente in remoto, senza averlo in locale”…

Si pensi ad esempio a docs di Google che permettono di creare file di testo o di calcolo, ad esempio, direttamente on-line senza programmi appositi installati sulla propria macchina.

Ma questo concetto applicato a un nome a dominio? In realtà, complice anche il fatto che l’assegnazione del ruolo di Registro ufficiale per il suddetto suffisso se lo è aggiudicato il principale provider italiano, il .CLOUD ha assunto, o sta assumendo, un ruolo preponderante nella registrazione dei nuovi domini, inseguito sia da aziende che vogliono proteggere il loro marchio sia da privati (o aziende) che vogliono bloccare i nomi generici più ambiti.

Lo scopo, a quanto pare, sarebbe quello di utilizzare il dominio cloud per individuare siti web legati allo sviluppo di progetti on-line, magari di startup. Di fatto quindi il .cloud risulta essere sinonimo di futuro, di modernità, di uno sguardo verso il web di domani.

Se si desidera dare un volto nuovo alla propria azienda si sceglie il .cloud. Se si vuole proporre un progetto innovativo, lungimirante magari, si guarda al .cloud. Ovviamente se si ha un progetto legato strettamente al concetto “etereo” di sviluppo del web si pensa al .cloud.

Il nome a dominio è aperto a tutti e ciò attrae ovviamente l’interesse di tutti. Potenzialmente, da un punto di vista SEO, potrebbe essere una sorgente nuova per “catturare” visitatori e potenziali clienti.

Un sito web .CLOUD ha quindi, principalmente, lo scopo di far emergere quelle realtà che puntano all’innovazione, con uno “spazio nel web” a loro ampiamente dedicato e di dare una spolverata di novità alle realtà che, pur essendo presenti, non riescono ancora ad emergere come vorrebbero e/o dovrebbero.

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